In ricordo di Paola Ferrarin

In ricordo di Paola Ferrarin

Con grande dolore per la scomparsa di Paola Ferrarin riportiamo l’articolo: “IL CAMMINO DI VILLA ZAMBONI A VALEGGIO: Bene Comune per il Territorio” tratto dall’ultimo numero della nostra rivista A&P Autogestione e Politica Prima.

IL CAMMINNO DI VILLA ZAMBONI A VALEGGIO:
Bene Comune per il Territorio
parla Paola Ferrarin dell’Associazione Quarta Luna

A cura di Tommaso Mastelli

In una intervista del 2017 hai detto a questo giornale che ti senti fatta per volare. Ora, a “spiccare il volo” è Villa Zamboni, che bilancio fai di questi 5 operosi anni? E quali sono i prossimi passi?

Il volo è ancora nelle mie corde, ma mi sento molto arruffata alcune e volte faccio fatica a ritrovare l’entusiasmo.

Partiamo con ordine. Ci sono stati degli enormi cambiamenti per quanto riguarda villa Zamboni: grazie a MAG siamo finalmente arrivati alla conclusione del patto di sussidiarietà per la villa e alla sua firma il 18 settembre 2020. La nuova giunta ci appoggia in pieno, soprattutto il sindaco che ci ha convocato nella prima settimana d’inizio mandato.

Purtroppo il sostegno politico non è sufficiente se i funzionari non sono d‘accordo sul progetto, provocando così ritardi e problemi continui.

Come detto in precedenza abbiamo firmato il patto nel settembre 2020, ma siamo riusciti ad entrare in villa solo nell’aprile 2022 grazie alla soprintendenza che ci appoggia in pieno e con la quale siamo in costante contatto.

In questi mesi abbiamo organizzato numerose attività di rilievo. Ad esempio è stata installata un’esposizione permanente delle mappe di Valeggio alla cui inaugurazione è intervenuta la direttrice dell’archivio di stato di Verona, Chiara Bianchini. Quest’esposizione, congiuntamente ad una mostra esterna di animali fantastici in ferro (“Creature” dell’artista Stefano Donati) ha ricevuto la visita di oltre un migliaio di persone nonostante l’orario ridotto.

Per quanto riguarda i prossimi passi, stiamo aspettando il rinnovo del patto di sussidiarietà per  continuare in particolar modo la collaborazione con le scuole secondarie di Valeggio e rendere  l’esposizione delle mappe vitale e attuale, soprattutto per i/le più giovani.

Come vive, la Comunità di Valeggio e dintorni, questo rinato luogo di incontro e di socialità? Come vi partecipa?

La comunità di Valeggio ci appoggia soprattutto sostenendo le attività: la mostra e le conferenze dedicate al problema dell’autismo, il mercato mensile dedicato ai prodotti biologici e quello autunnale che riguarda il vestire sostenibile, ma anche l’offerta di servizi e arredi, come tavoli, panche, il necessario per irrigare l’erba, fino all’imbiancatura dei locali accessibili sono il risultato di donazioni da parte dei nostri concittadini.

Le attività sono ben frequentate. Quello che ci ha sorpreso di più è invece il forte afflusso di turisti che non si limitano a girare per i locali e il giardino, ma sono molto interessati sia alla storia della villa sia alle nostre vicende come associazione impegnata nel recupero di questo edificio storico. Una guida straniera inserirà la villa nella programmazione dei prossimi tour.

Per la comunità stiamo pensando di organizzare incontri tradizionali come il picnic del lunedì di Pasqua o semplici momenti di sosta mettendo a disposizione soprattutto il nostro tempo. Su  una cosa sono tutti concordi: a Villa Zamboni c’è una bella atmosfera e si sta bene.

Gli interventi di messa in sicurezza e di manutenzione finora fatti che attività vi consentono di tenere a Villa Zamboni?

Finora i problemi si sono presentati proiettando nel futuro la possibile precarietà per lo stato dell’edificio che attende un prossimo restauro. In realtà il problema non sussiste perché prima dell’ingresso è stato redatto un accurato piano di sicurezza da parte di tecnici specializzati che indicava chiaramente le aree che potevamo utilizzare. Per quanto riguarda i prossimi lavori di restauro, a breve inizierà l’intervento sul tetto finanziato dal comune. Per questo cantiere abbiamo già la dichiarazione della tecnica che si occupa della sicurezza del cantiere che dichiara che le nostre attività sono compatibili con i lavori.

Per gli ulteriori lavori, sono stati assegnati tramite PNRR 3.000.000 di euro, risultato ottenuto anche tramite l’utilizzo di nostri documenti.

Nonostante che per il prossimo cantiere sia garantita la possibilità di continuare le attività in sicurezza e che per i prossimi cantieri non vi sia ancora la designazione dei progettisti, la questione sicurezza ha portato al blocco del rinnovo del patto che si sta risolvendo (dal mese di settembre) solo in questi giorni.

Del resto, c’è l’esempio molto chiaro della fondazione del castello di Padernello che non ha mai smesso le proprie attività durante il periodo del restauro del castello omonimo, restauro particolarmente impegnativo.

L’amministrazione comunale sta collaborando al recupero della Villa all’interno di un patto di sussidiarietà stipulato anche assieme ad altre associazioni: Associazione Italia Nostra, Mag Mutua per l’Autogestione Cooperativa Sociale e il Comitato Noi che Villa Zamboni.
Come fluiscono i rapporti con le istituzioni pubbliche?

Come già accennato in precedenza, l’amministrazione comunale sta collaborando attivamente per rimuovere gli ostacoli burocratici e c’è molta disponibilità, soprattutto da parte del sindaco, per attivare i nostri progetti e abbiamo la disponibilità di un buon ascolto per i nostri quesiti.

Non abbiamo invece riscontri per quanto riguarda la divulgazione pubblica dei nostri progetti, sebbene la presenza della giunta alle nostre attività sia costante.

C’è da aggiungere che non abbiamo alcun sostegno economico di là della richiesta di contributi riservata in modo indifferenziato a tutte le associazioni e non siamo inseriti negli eventi culturali del comune.

Che aiuti e appoggi avete dalle Associazioni partner?

È indubbio che senza il costante supporto di MAG non saremmo riusciti ad arrivare all’approvazione del Patto e al suo rispetto.

Un altro grande supporto proviene da ITALIA NOSTRA Verona, che ha organizzato eventi nella nostra sede e ci ha spesso accompagnati nelle richieste alla Soprintendenza.

Devo anche segnalare il grande supporto della Soprintendenza alle nostre richieste, e apprezzando pubblicamente la nostra attività.

Esiste tuttavia un altro aspetto per me incomprensibile: alcune delle associazioni più in vista di Valeggio ci supportano molto concretamente, ma non vogliono sottoscrivere il Patto, forse per timore di essere inserite in una “lista” che non possa essere gradita ad una futura amministrazione.

Per scaricare l’intervista premi qui.

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