C.S. – VERONA VINCE LA 5° EDIZIONE DEL BANDO DELL’UNIONE EUROPEA U.I.A. URBAN INNOVATIVE ACTIONS

C.S. – VERONA VINCE LA 5° EDIZIONE DEL BANDO DELL’UNIONE EUROPEA U.I.A. URBAN INNOVATIVE ACTIONS

Mag Verona ha compartecipato, come partner, alla ideazione e scrittura del progetto S.T.E.P.S., un progetto europeo con capofila il Comune di Verona che ha l’obiettivo di riattivare relazioni, socialità e benessere locale in alcuni quartieri della città.

Siamo felici di annunciare che è di questi giorni la notizia che il progetto è stato approvato nell’ambito del programma UE Urban Innovative Actions, e che quindi le attività potranno partire nei prossimi mesi.

L’annuncio ufficiale verrà dato nel corso di una Conferenza Stampa lunedì 13 luglio, alle ore 10.30, presso la scalinata di Palazzo Barbieri in Piazza Bra a Verona.

Riportiamo di seguito il Comunicato Stampa ufficiale del Comune di Verona.

 

VERONA VINCE LA 5° EDIZIONE DEL BANDO DELL’UNIONE EUROPEA U.I.A. URBAN INNOVATIVE ACTIONS

S.T.E.P.S. Shared Time Enhances People Solidarity è uno degli 11 progetti selezionati tra più di 200 proposte progettuali presentate da città dell’Unione Europea nell’ambito del quinto bando U.I.A. Urban Innovative Actions, il programma “novità” del settennato 2014-2020 di programmazione europea attualmente in corso.

Il programma UIA si caratterizza e premia l’innovazione. Con questo programma la Commissione Europea ha voluto incoraggiare esperimenti creativi, innovativi e durevoli nelle diverse discipline proposte invitando città con almeno 50.000 abitanti ad “osare” e “rischiare” soluzioni che normalmente o difficilmente sarebbero finanziabili su altri bandi o con altre fonti di finanziamento.

S.T.E.P.S. è stato l’unico progetto selezionato nell’ambito del tema “cambiamento demografico” che, insieme a “qualità dell’aria”, “economia circolare” e “cultura e patrimonio culturale”, era una delle 4 tematiche proposte in questa edizione del bando, l’ultimo del settennato corrente. Il progetto è stato presentato a dicembre 2019 e successivamente è stato oggetto di un competitivo iter di selezione svoltosi in tre fasi: la verifica di ammissibilità, la valutazione strategica e la valutazione operativa.

Partito da una procedura per manifestazione d’interesse con cui il Comune di Verona ha voluto raccogliere idee e proposte dal territorio sui fenomeni dell’invecchiamento della popolazione e della bassa natalità, caratterizzanti Verona come tante altre città, si è successivamente individuato, tra le idee selezionate, un filo conduttore nel tema della “solitudine”, quale effetto dei cambiamenti demografici a cui si sta assistendo come società, problematica che non conosce età, attraversa le generazioni e che ha molteplici concause afferenti a diverse dimensioni del vivere (le relazioni sociali e familiari, l’abitare, il lavoro e il sostentamento, gli eventi di lutto, ecc.). E’ anche un fenomeno poco studiato: soprattutto a livello locale e di realtà urbane, mancano riferimenti e metodologie di rilevazione attendibili.

Il progetto S.T.E.P.S. ha raccolto 8 partner attorno al Comune di Verona che, in qualità di autorità urbana, ha il ruolo di capofila: ATER Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale di Verona, l’Università di Verona (Dip.di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento e Dip.di Scienze Economiche), la Coop.Soc. Aribandus, la Coop.soc. Cauto, la Coop.soc. Energie sociali, la Coop.Soc. MAG, il Consorzio di cooperative sociali Sol.Co., l’Associazione Verona Fablab. Stakeholders che hanno attivamente partecipato alla fase di progettazione e in maniera rilevante saranno coinvolti nell’implementazione del progetto sono: Economics Living Lab (spin-off dell’Università di Verona), Istituto Assistenza Anziani, ASPIC, Associazione LAC, Associazione Corte dei Miracoli.

Il progetto, che avrà una durata di tre anni, si svilupperà nel territorio della 3^ circoscrizione e a beneficio dei suoi residenti, essendo in città la circoscrizione che meglio rappresenta da un punto di vista statistico le caratteristiche demografiche della popolazione di Verona.

Due sono essenzialmente i pilastri fondanti del progetto: la “misurazione” della solitudine, ciò avverrà attraverso la creazione di un “indice della solitudine” (LoLix – Levels of Loneliness Index) che indagherà in profondità tre dimensioni (economico, psico-fisico, socio-relazionale) su un campione di popolazione, ed un sistema territoriale di azioni “mitiganti o risolutive” dei diversi vissuti di solitudine rilevati e aventi una funzione “adattativa” al cambiamento demografico in atto. L’indice LoLix fornirà una serie di elementi e di strumenti di analisi dello stato di benessere/malessere della popolazione target i cui risultati, per inferenza statistica, potranno fornire uno spaccato della qualità della vita a Verona, le criticità e i punti di forza, elementi utili ai processi decisionali dei policy makers. Lolix diventerà anche uno strumento in uso agli operatori che quotidianamente si confrontano nel proprio lavoro con vissuti di solitudine per attivare quei percorsi che il progetto andrà a sviluppare finalizzati ad impattare la solitudine, prevenirla o prevenire status degeneranti. Il secondo pilastro si fonda sull’attivismo dei cittadini e della comunità più ampia della 3^ circoscrizione che, dopo una fase di affiancamento, diverranno i protagonisti e i principali garanti della sostenibilità futura e della prosecuzione degli interventi che il progetto darà modo di generare. Questi interventi interesseranno la dimensione: dell’abitare (la creazione di spazi dislocati nella 3^ circoscrizione che potranno diventare luoghi di incontro, di erogazione di servizi – es. a favore del work-life balance, incubatori di nuova imprenditorialità, centri di riuso, di pratiche sostenibili, di scambio senza denaro – es. banco di comunità, di manualità e creatività – es. Fab Repair Cafè, di formazione/informazione, di vita condominiale per favorire rapporti di buon vicinato, ecc.); del lavoro/sostentamento (orientamento al lavoro e per nuove imprese emergenti, accompagnamento al bilancio familiare, educazione finanziaria); della mobilità (infondere cultura e predilezione per le modalità sharing); del digitale (strumenti/mappature aggiornati dai cittadini medesimi per creare connessioni, relazioni, supportare nelle dinamiche di mutuo-aiuto). L’autogestione della cittadinanza, che interverrà nel corso del progetto e alla sua conclusione, sarà formalizzata attraverso la sottoscrizione di nuovi patti di sussidiarietà tra il Comune e i cittadini o altre formule che potranno individuarsi a riconoscimento del valore aggiunto apportato dalla cittadinanza alla comunità. L’obiettivo ultimo del progetto è quello di una migliorata qualità del vivere e la sperimentazione di un’integrazione di azioni complementari con ricadute anche sul welfare tradizionale, agendo sulla prevenzione e di riflesso sulla spesa pubblica messa a dura prova dai cambiamenti demografici in atto. Il progetto include altresì delle “micro-azioni” di invecchiamento attivo (attività motorie e salute) e per gli adolescenti (impegnandoli in attività di riqualificazione di beni comuni). Il Comune di Verona gestirà inoltre 5 bandi rivolti alla società civile (cittadini, imprese, liberi professionisti, associazioni, ecc.) finalizzati rispettivamente: all’assegnazione di incentivi per il recupero di spazi privati inutilizzati con il vincolo di metterli a disposizione del progetto a canoni di locazione agevolati; a promuovere iniziative socio-culturali soprattutto per gli anziani (es teatro, musica, arte, iniziative volte a trasferire conoscenze/memorie tra generazioni); all’acculturazione digitale per ridurre il digital divide; alla nascita di micro-iniziative imprenditoriali che propongano idee innovative nel lavoro di cura (minori/anziani) a sostegno delle famiglie e delle “solitudini” generate dai carichi familiari; alla promozione dell’economia circolare per impattare  comportamenti, stili di vita ed abitudini e sollecitare soluzioni compensative a situazioni di basso reddito/povertà.

Nell’ambito del progetto verranno anche riqualificati alcuni beni immobili pubblici che diverranno funzionali alle attività: l’ex Casa colonica del Saval in Via Marin Faliero di proprietà comunale che potrà ritornare in disponibilità della comunità, e alcuni spazi negli edifici di edilizia residenziale pubblica di Via Zancle di proprietà di ATER ad uso dei condomini e del quartiere. In tali interventi di riqualificazione si sperimenterà su base volontaria l’”autocostruzione”, pratica poco diffusa, coesiva, e meno dispendiosa di risorse.

Complessivamente i fondi FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) assegnati a Verona per la realizzazione del progetto S.T.E.P.S. ammontano indicativamente a 4 milioni di euro. L’ente delegato dalla Commissione Europea alla gestione del Fondo per il programma U.I.A. è la Regione Hauts-de-France con sede a Lille in Francia.

Il progetto rappresenta sicuramente un’opportunità di crescita per Verona, di sperimentazione (anche in un’ottica di disseminazione in altre aree della città o in altre città europee), di visibilità e prestigio. E’ un notevole successo per la città.

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