La “società della cura” e il valore politico dei piccoli gesti quotidiani

La “società della cura” e il valore politico dei piccoli gesti quotidiani

L’ Ufficio Studi Mag propone la lettura di un articolo di Gregorio Arena apparso su Vita.it lo scorso 11 Gennaio.

L’articolo propone alcune riflessioni contenute nel libro di Annalisa Marinelli intitolato La città della cura, che mette in luce l’importanza della relazione di cura che si instaura tra cittadini e beni comuni.

L’autore pone in particolar modo l’attenzione sul fatto che “l’attività di cura può essere svolta anche nello spazio pubblico, anzi, può acquistare un valore politico diventando uno dei modi con cui cittadini sempre più lontani dalla politica e dalle istituzioni riempiono e fanno vivere lo spazio pubblico, grazie ad attività di cura dei beni di tutti svolte con la stessa attenzione e la stessa passione con cui normalmente ci si prende cura dei beni propri. La cura dei beni comuni, diventando cura delle relazioni, assume così un valore comunitario.”

Per questi motivi, e per altri spiegati nell’articolo, “senza la cura il principio di sussidiarietà non sarebbe applicato. La sussidiarietà, peraltro, è essa stessa un principio eminentemente relazionale, che si realizza solo se si crea una relazione, un rapporto fra due o più soggetti. Ma non una relazione qualsiasi, perché l’essenza della sussidiarietà, ciò che rende veramente unico questo concetto, è la creazione di una relazione di condivisione fondata sull’aiuto.”

 

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Buona lettura!
Ufficio Studi Mag

 

 

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