Gli idoli non sono sazi mai

Gli idoli non sono sazi mai

L’Ufficio Studi Mag vi propone la lettura di un nuovo articolo di Luigino Bruni apparso il 5 Febbraio 2017, sul sito avvenire.it.

In questo nuovo articolo, l’autore si sofferma sulle svariate richieste di sacrifici da parte della società capitalistica nei confronti degli uomini e delle donne; attraverso la manipolazione della sua vera natura, il sacrificio viene considerato come un “dono volontario” del genere umano per poter ottenere benefici da parte degli “dèi”.

“Il capitalismo dei secoli XIX e XX è stato animato da uno spirito ebraico-cristiano, spirito di lavoro, di fatica, di produzione. […] Il cristianesimo, poi, ha superato per sempre l’antica logica sacrificale, perché al sacrificio degli uomini offerti a Dio ha sostituito il sacrificio-dono di Dio offerto agli uomini, instaurando l’era della gratuità. Ma oggi, dopo duemila anni, il capitalismo, combattendo prima la gratuità e poi cercando di metterla a reddito, sta reintroducendo nel proprio culto arcaiche pratiche sacrificali. […]

Il sacrificio è una parola centrale del culto del business. Nulla più del sacrificio è chiesto ai lavoratori delle grandi imprese: sacrificio di tempo, della vita sociale e famigliare. […] Il sacrificio richiesto ai lavoratori dalle grandi imprese è un atto necessario per poter sperare nel “favore degli dèi” e quindi fare carriera, guadagnare molto, avere stima e riconoscimento dall’alto.

[…]

Il colpo di genio di questo capitalismo sta nell’essere riuscito a coprire con il “contratto” la struttura sacrificale del “mercato del lavoro”.

Qui è possibile consultare l’intero articolo.

Buona lettura!

Ufficio Studi Mag

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