Nel tempo della ragnatela

Nel tempo della ragnatela

L’Ufficio Studi Mag vi propone la lettura dell’articolo di Luigino Bruni apparso domenica su Avvenire, che riflette sul valore della resilienza, sia per il mondo economico, che per la nostra vita spirituale. Egli parte dall’esempio del mondo vegetale.

Gli alberi e il mondo vegetale hanno una caratteristica fondamentale dominante: sono ancorati al suolo, hanno radici. Questo ancoraggio alla terra è stato un grande svantaggio evolutivo, perché impedisce alle piante di fuggire dai predatori [..]. Così, nel corso di qualche milione di anni, hanno dovuto imparare a sopravvivere perdendo anche il 50 o l’80% del loro corpo, riuscendo a non morire anche quando vengono divorati e ridotti a poca cosa. [..]

La vulnerabilità e la resilienza vegetale hanno molte cose da dirci. E chi oggi si vuole muovere in questo nuovo ambiente [con cui ci interfacciamo oggi, quello di internet e delle reti], deve respirare, ascoltare, ricordare, parlare con tutto il corpo: come le piante. Deve quindi ripensare e stravolgere la rigida struttura gerarchica.[..]

È probabile che i protagonisti capaci di abitare con successo il “tempo della ragnatela” saranno organizzazioni sempre più diffuse e orizzontali, ma che assomiglieranno alle “vecchie” cooperative.

Potete leggere l’intero articolo qui.

Buona lettura!

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