Basta armare la guerra

Basta armare la guerra

L’ufficio studi MAG vi propone la lettura dell’articolo di Luigino Bruni, apparso domenica su Avvenire, che offre una riflessione a partire dagli attentati di Parigi, sottolineando anche il peso che gli interessi economici ed il commercio delle armi hanno in queste vicende.

Siamo realmente dentro una guerra mondiale, diversa dalle guerre del Novecento ma non meno drammatica. Una guerra che non si sa bene quando e dove sia iniziata, quando, dove e come finirà. È una guerra liquida in una società liquida. Sono (quasi) invisibili gli interessi in gioco, non sappiamo bene chi la vuole, chi ci guadagna, chi non vuole che finisca.

Questa incapacità di capire, presente in tutte le guerre complesse, è particolarmente forte in questa guerra, che non deve però esimerci dallo sforzo di pensare, e poi combattere soprattutto le tesi false e ideologiche che ci stanno inondando all’indomani della strage di Parigi.

Una tesi molto popolare è quella che individua nella religione, e in particolare nella natura intrinsecamente violenta dell’Islam, la principale, se non unica, ragione di questa guerra. Una tesi, questa, tanto diffusa quanto sbagliata.(..)

In questi mesi si parla molto delle armi che alimentano questa guerra. Occorre parlarne ancora di più, perché è un elemento decisivo. Proprio pochi giorni fa da Cagliari sono partiti missili verso il medio oriente in guerra, prodotti e venduti da imprese italiane. La Francia insieme all’Italia è tra i maggiori esportatori di armi da guerra nelle regioni arabe”.

Potete leggere l’intero articolo qui.

Buona lettura!

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