Le elezioni, gli scartati e l’Economia Civile

Le elezioni, gli scartati e l’Economia Civile

L’Ufficio Studi Mag vi suggerisce la lettura dell’articolo di Leonardo BecchettiLe elezioni, gli scartati e l’economia civile“, che parte dalla scarsa affluenza alle ultime elezioni regionali, sottolineando come in questo nostro sistema molti siano gli “scartati”, scartati a cui invece l’Economia Civile riesce a dare rilevanza.

“Anche in queste ultime elezioni regionali sempre meno persone sono andate a votare (la metà circa degli aventi diritto).

Sempre più persone nelle società occidentali non votano, non lavorano né studiano, insomma non partecipano alla vita sociale e questo inevitabilmente finisce per erodere il capitale sociale, quel collante fondamentale di fiducia, cooperazione, reciprocità, dono e senso civico che tiene insieme l’edificio sociale ed economico. La verità è che il progresso tecnologico che automatizza non solo il lavoro routinario ma anche parte di quello creativo non ha bisogno di tutti per funzionare. E’ evidente che in società come queste il problema della distribuzione diventa quello fondamentale. […] già oggi gli 85 più ricchi del pianeta hanno la stessa ricchezza dei 3 miliardi dei più poveri […]

Una soluzione esiste ed è l’economia civile. […] La soluzione dell’economia civile è quella di un modello a quattro mani dove l’azione di mercato e istituzioni è integrata e complementata da quella dei cittadini responsabili che fanno cittadinanza attiva e votano col loro portafoglio e dalle imprese pioniere che abbandonano lo schema riduzionista della massimizzazione del profitto per diventare multistakeholder e creare valore economico in modo sostenibile ripartendo lo stesso in modo più equo tra i diversi portatori d’interesse. Quest’ economia a quattro mani è anche la soluzione al problema da cui siamo partiti, quello degli scartati perché le aziende responsabili sono di solito aziende low profit e ad alta intensità di lavoro e perché le modalità di ingaggio dell’economia civile coinvolgono i cittadini in molte pratiche di cittadinanza attiva promuovendo inclusione e contribuendo alla creazione di capitale sociale.”

Potete leggere l’intero articolo qui.

Buona lettura!

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