Mag d’Italia: una lettera contro le normative che imbrigliano

Mag d’Italia: una lettera contro le normative che imbrigliano

Diffondiamo l’importante lettera scritta dalle Mag d’Italia per mettere in luce come la nuova normativa bancaria stia mettendo in pericolo l’ esistenza di quante fra loro svolgono attività finanziaria diretta.

Mag Verona non è toccata da queste modifiche normative, ma riteniamo importante dare supporto e diffusione a questa accorata lettera, di cui siamo firmatari, perché le questioni che solleva si estendono alle molteplici esperienze di economia sociale e finanza solidale che seguiamo e sosteniamo.

In Italia ci sono 8 Mag: quella di Verona è stata la prima a nascere, nel 1978, è stata poi seguita nel corso degli anni dalle altre, nate a Milano, Venezia, Torino, Reggio Emilia, Firenze, Roma e in Calabria. Mag Verona ha sviluppato nel tempo servizi culturali, formativi e aziendali all’Economia Sociale ed opera solo in via accessoria il risparmio cooperativo. Le altre Mag invece hanno come attività prevalente la raccolta di risparmio tra soci e l’erogazione di finanziamenti (con accompagnamento e formazione) a supporto delle realtà dell’economia solidale e del no profit.

La nuova normativa bancaria (il Testo Unico Bancario) le mette in grave difficoltà, perché, pur riconoscendole formalmente, fissa soglie e criteri per l’operatività che di fatto ridurranno di molto il numero delle realtà dell’economia sociale che potranno ricevere il loro supporto economico.

Le Mag hanno portato avanti molte azioni durante l’iter legislativo e ne metteranno in pratica altre per proseguire la loro strada trentennale.

Ma ritengono in aggiunta importante anche denunciare questa situazione in cui si trovano, che non è dissimile da tutti quei casi in cui una brillante idea è ingabbiata in cavilli normativi di cui non si capisce la natura e che originano da una concezione individualista, consumista e di potere sulla società.

In questi anni infatti stanno fiorendo molti esperimenti di riappropriazione e autogestione, nei più svariati ambiti: abitativo,agricolo, tutela della biodiversità, diffusione dei saperi, gestione della terra, creazione di nuovi lavori anche in ambito artistico. E’ in questa visione di riappropriazione delle responsabilità legate ad ogni aspetto della vita che si colloca l’esperienza delle Mag, le quali, pur desiderando solo di poter continuare ad esistere così come sono, si sono viste costrette ad essere sotto la tutela (!), sempre più stringente, del legislatore. Con il rischio di scomparire!

Vi invitiamo a leggere l’intera lettera delle Mag qui,

ad approfondire sul sito www.finanzaetica.net

e a contattarci per saperne di più.

Per chi non si è ancora lasciato conquistare dalla finanza etica, desidereremmo anche che questa fosse una buona occasione per conoscere le Mag e per riprendere in mano la responsabilità sulla gestione del proprio denaro, tanto o poco che sia!

Recuperare la gestione del proprio denaro, evitando che possa essere utilizzato per produrre e aggravare l’ingiustizia sociale, è uno di quei gesti rivoluzionari che può produrre cambiamento di dimensioni inimmaginabili.

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