La facile confusione tra fede e ideologia

La facile confusione tra fede e ideologia

L’Ufficio Studi Mag vi suggerisce la lettura dell’editoriale di Lugino Bruni apparso su Avvenire il 03/05/2015, dal titolo “La rivoluzione dell’ascolto”, in cui si parla del contrasto e della facile confusione tra fede e ideologia.

“Ma Sofar, Elifaz e Bildad non furono capaci di ascoltarlo, continuando a non tacere, a parlare, ad accusare. L’ascolto vero e profondo è amore, agape, richiede benevolenza, fiducia, amicizia, ingredienti assenti nei tre “amici”. Giobbe lo sa, ma chiede ugualmente ascolto perché i suoi veri ascoltatori siamo noi. Siamo noi gli invitati a tacere, ad ascoltare, a metterci la mano sulla bocca. Il primo segnale che la fede è già ideologia è il non essere più capaci di tacere di fronte al dolore del mondo.

[…] Giobbe ci ricorda allora che chi crede in Dio e lo ama non deve raccontare teologie che non reggono di fronte all’evidenza storica. Eppure sono molti, troppi, i nostri racconti su Dio che non fanno altro che associarlo alla nostra banalità, che vengono necessariamente smentiti dalla verità delle domande di Giobbe e dei racconti dei viaggiatori. Giobbe chiede solo più silenzio, più mani sulla bocca, per lasciarsi stupire dalla verità che accade nella storia che non può essere contro la verità di Dio. Il suo è un appello a una religione che sappia dar conto delle gioie e dei dolori veri della gente reale. Il resto è solo vanità e falsa consolazione: “E voi vorreste consolarmi con argomenti vani! Nelle vostre risposte non c’è altro che inganno” (21,34).”

Potete leggere l’intero articolo qui.

Buona lettura!

I commenti sono chiusi.