La “quarta economia” e il suo potenziale

La “quarta economia” e il suo potenziale

Vi proponiamo oggi la lettura dell’ Editoriale di Luigino BruniE’ meticcio il genio del futuro“, apparso su Avvenire il 3 gennaio 2015.

Si parla dell’ esistenza di quattro economie diverse, con un’ analisi di ognuna e un’ attenzione particolare di quella che Bruni chiama la “quarta economia”:

“Ma c’è anche una quarta economia […]. Sta creando lavoro e sta innovando nel campo della cosiddetta economia della condivisione (sharing economy), che cerca i finanziamenti per le nuove imprese non nei circuiti tradizionali ma sulla rete (crowd-funding), e che cresce a ritmi esponenziali. È il lavoro nascente dal variegato mondo del consumo critico, da molta agricoltura biologica di ultima generazione, dove l’imprenditore agricolo è sempre più spesso una donna giovane, laureata, che parla quattro lingue, che divide il suo tempo tra la cura della sua azienda e viaggi internazionali. Si trovano qui molti dei nuovi lavori che fioriscono attorno alla cura dei beni culturali, dall’arte, dalla musica, o dagli antichi mulini ad acqua restaurati per produrre energia, lavoro e sovranità energetica. E da tanta bellezza, una bellezza che ci può davvero salvare. È questa un’altra economia non ovvia, fatta da attività molto diverse tra di loro ma che hanno il loro comun denominatore in una idea di economia tendenzialmente collaborativa, dove il lavoro e la ricchezza non nascono primariamente dalla concorrenza, ma dalla cooperazione e dalla ricerca del mutuo vantaggio. Un’economia ad alta intensità di giovani, non pochi dei quali immigrati, dove la ricerca del massimo profitto non è il primo movente, perché le priorità sono la sostenibilità ambientale, la dimensione estetica, il gusto della creatività collettiva, la gioia di vedere territori malati e avvelenati rifiorire, inventare Apps (applicazioni) che gestiscano, e non è un esempio casuale, il “fresco” in scadenza dei supermercati trasformando così scarti in testata d’angolo delle case di molti poveri. Una nuova economia dove gratuità e (un certo) mercato convivono e crescono assieme.”

Trovate l’ intero articolo al seguente link

Buona lettura!

Ufficio Studi Mag

I commenti sono chiusi.