I poveri sono 2,2 miliardi

I poveri sono 2,2 miliardi

Suggeriamo la lettura dell’articolo  “Nel mondo ci sono 2,2 miliardi di poveri” di Daniele Zappalà, uscito il 26 luglio 2014 sul giornale L’Avvenire.

Riportiamo qui sotto il link alla pagina online per poterlo leggere:

Nel mondo ci sono 2,2 miliardi di poveri

A fronte di questa lettura quantitativa della povertà accostiamo una lettura di come i poveri sanno creativamente rispondere.

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INTERVISTA AD UNA DONNA DI DAKAR, SENEGAL 1990

di M.Rahnema

Ho un’amica che fa le pulizie in un servizio pubblico. Quando è in congedo di maternità faccio la supplenza. Allora prendo un salario di 30000 franchi CFA ( = 85 euro) al

mese: questo succede una volta ogni due anni in media. Grazie alle ferie, faccio dei rimpiazzi per un mese.

Ho anche un altro parente molto importante per me. E’ un sarto. Siamo cresciuti insieme, nella stessa strada. Quando devo far fare un vestito per me o per i miei bambini

porto il tessuto e le guarnizioni necessarie a confezionarlo. Non mi domanda niente in cambio. In effetti ho due sarti. Noi ci siamo talmente frequentati che siamo diventati

dei parenti. Quando il primo si è sposato mi ha presentato ufficialmente come sua cognata. Quando organizza una cerimonia familiare sono io che mi occupo di tutta

l’organizzazione della festa. Quando i suoi figli vengono da me a farmi visita, gli faccio dei regali, un pezzo di tessuto e dei soldi. Il padre sta attento che non mi facciano

visita troppo spesso, preoccupato di evitarmi tutti questi pesi. Conosce la situazione, sa che spesso devo andare a prestito per fare dei regali. Ciò nonostante quando non

vengono per molto tempo vado io stessa da loro e distribuisco degli spiccioli a tutti. Conto anche su un elettricista nelle mie relazioni. Siamo cresciuti insieme, mangiava

gratuitamente da noi quando era più giovane. Io non mi sono mai confidata con lui, ma non mi ha mai fatto pagare niente e fa tutte le riparazioni che voglio. Lui sa che la

mia mano non può raggiungere la mia schiena ( espressione che, in wolof, significa essere di condizione molto modesta). Io beneficio così degli investimenti che la mia famiglia

ha fatto nel passato. E’ la stessa cosa con il falegname: egli frequenta talmente la mia famiglia paterna che mi considera una sorella e non mi domanda niente in cambio

quando fa qualche cosa per me. Mi ha appena fatto una tavola gratuitamente. Tre mesi fa mi aveva gentilmente regalato un letto.

I venditori di carbone sono per la maggior parte degli stranieri. Ma il carbonaio dell’angolo, di cui non conosco la famiglia che è restata in Guinea, è anche lui un parente

per me. Mi presta del denaro o del carbone. (…)

Io gli offro spesso dei piatti o dell’acqua fresca. Fa parte della mia famiglia. Quando organizzo una festa famigliare lui è presente, è lui che mi dà il carbone per cucinare.

Per tutti i problemi di salute della famiglia, io ricorro anche ad una amica infermiera. Quando i miei bambini sono malati mi dà gratuitamente delle medicine. Se non ne ha,

le chiede ad un’altra infermiera; è solamente se anche questa non ne ha, che sono obbligata a pagare la ricetta. Una volta ho venduto un braccialetto per pagare le medicine.

Questo mi è successo solo una volta. Ho sempre potuto rivolgermi a un parente o a un amico perché i miei bisogni fossero soddisfatti. Ho amici nella maternità cui posso

domandare in caso di bisogno per ottenere tutte le medicine necessarie. In più durante le gravidanze, ricevo molti visitatori che mi fanno numerosi regali.

Posso allora fare delle economie per fare certe spese. Sono spesso invitata a cerimonie, matrimoni, funerali, battesimi e faccio sempre dei

regali ai miei ospiti. Il mio partner raddoppia sempre ciò che ho messo quando viene l’occasione di ricambiare.

La somma che io verso e le scadenze dei rimborsi dipendono dalla qualità delle relazioni. Se la relazione non è forte sono obbligata a pagare il mio debito il giorno stesso

della cerimonia familiare. Se non ho i soldi da restituire devo ricorrere a una terza persona per saldare il mio debito. Se invece si tratta di amico o di un parente molto stretto

posso differire il pagamento. Posso fare la visita un’altra volta senza che questo dia ombra alle nostre relazioni.

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