Un passo in avanti d’Autorità – a cura di Loredana Aldegheri

Un passo in avanti d’Autorità – a cura di Loredana Aldegheri

Intervento in occasione del Convegno Nazionale delle Città Vicine
29 e 30 marzo 2014

Con piacere prendo parola a questo nuovo appuntamento nazionale di Città Vicine allargato all’ Associazione per l’Autorità Femminile nella politica e alle riflessioni di Annarosa Buttarelli a partire dal libro “Sovrane”.

Convegno che segue gli scambi proficui anche degli ultimi mesi con le Vicine di Casa di Mestre e le amiche di Chioggia o meglio dell’Associazione ARte – Amare Chioggia e il suo territorio, in particolare sulla dimensione della riconoscenza, che – stando ad un linguaggio artistico – può essere una leva per un nuovo paessaggio politico.

Sono una socia fondatrice di Mag Verona. Per chi non ci conosce, MAG sta per Mutua per l’ Autogestione, una Società di Mutuo Soccorso e una Cooperativa di Servizi, realtà che insieme da 35 anni sostengono ed accompagnano – con attività di formazione, di servizi aziendali, di costruzione di relazioni di rete e con interventi di Finanza Etica e di Microcredito –  Imprese Sociali di Lavoro sottoforma di Cooperative Mutualistiche, Associazioni, Onlus, Fondazioni di Comunità nel territorio Veronese, Veneto ma non solo.

Imprese Sociali attivate da donne ed uomini disoccupati, inoccupati, spesso molto insoddisfatti dell’economia e del lavoro dati. Donne e uomini che, in prima persona e puntando su relazioni cooperative,  sentono che il lavoro e l’economia desiderata possono originarsi anche da loro agire, dalla loro capacità di intrapresa, creatività, dal loro arrischiarsi condiviso anche andando alla scoperta fiduciosa di altre potenzialità dei contesti vicini e lontani.

Lavoro ed economia sentiti come ambiti da non disgiungersi dalla vita sana, felice ed integrale senza bypassare  le difficoltà del procedere e gli scacchi anzi facendone occasione di apprendimento.

Lavoro ed economia che vogliono essere altro rispetto alle logiche capitalistiche dell’affarismo, dell’appropriarsi dei pochi a scapito dei più e a scapito del pianeta come è sotto gli occhi di tutti.

Lavoro ed economia che impattano sulle derive del tempo ove soprattutto la finanza speculativa e  spregiudicata sta producendo una tremenda povertà nel nostro occidente ed osteggiando i tentativi di autosviluppo nei diversi Sud del mondo.

E’ in questa attualità storica che l’esperienza Mag, attraverso il lavorio quotidiano (e qui mi collego al tema del Convegno) si fa Autorità Sociale e Politica nei contesti locali, regionali e nazionali (Ci chiamano ovunque a raccontare l’esperienza, Scuole, Università, Sindacati, ULSS, Associazioni di Migranti, Liste civiche, Municipi ecc) e questo lo dico perché vediamo che il resto del mondo ci sta chiamando per necessità, e noi però sappiamo che servono trasformazioni, serve nuova consapevolezza per cogliere la portata delle nostre proposte. Non abbiamo missioni salvifiche da svolgere.

Nel nostro andare a raccontare,  ci sostiene la convinzione che ciò che abbiamo appreso e realizzato nei contesti piccoli ha oggi un significato grande che può stare a fondamento dell’ordine generale dell’economia, delle istituzioni e della nuova civiltà.

Nuova civiltà  che secondo noi già agisce e prospera nelle molteplici forme di cura dei beni comuni spesso abbandonati o buttati addosso al mercato. (Qui a Roma c’è la dirompente iniziativa del Teatro Valle Occupato).

Nuova civiltà che si mostra nello straordinario ritorno alla cura della terra, che si mostra nel rilancio di moltissime forme di autoproduzione anche nei territori urbani, nel recupero ed aggiornamento di arti e mestieri antichi ma carichi di storia.

Nelle innovative forme di cohousing e di coworking recuperando spazi pubblici abbandonati.

Nel portare il denaro nei canali della finanza etica e nelle opere delle donne e degli uomini iniziatori dell’ altra economia, sottoforma d’ azionariato popolare (non mettere i soldi nelle finanziarie e  nelle borse).

Sperimentazioni queste che sono il quotidiano della Mag, nelle quali vediamo in prima linea donne di diverse generazioni, donne mosse innanzitutto dall’ amore per la vita, amore per la città, per il territorio come  peraltro mostrano anche le esemplari pratiche delle Città Vicine raccontate nell’ ultimo A&P. ( “Ci prendiamo la città” anche qui in distribuzione)

Sperimentazioni che avanzano con l’ orientamento a guadagnare con sobrietà per guadagnare tutti avendo presente che nell’ impresa sociale ci sono guadagni monetari e non monetari.

Sperimentazioni che indicano che il criterio di competitività, che ha imbarbarito la società, può essere convertito con il criterio di cooperazione dentro e fuori l’ impresa.

Criterio di cooperazione non generico bensì nutrito da quella che chiamiamo, utilizzando le parole della teologa Ina Pretorius, “la competenza dell’ esserci”, che cresce e si sviluppa proprio coltivando “il senso dell’ autorità” da parte di comunità educanti (Mag inclusa).

Senso dell’ autorità che alla Mag riconosciamo come “dimensione circolante”, senza misconoscere le necessarie figure di “autorità di posizione” (es. Presidente, Direttrice ecc.).

In poche parole crediamo e lavoriamo per l’affermazione di “un’autorità diffusa”.

Nel nostro procedere quotidiano, nel validare progetti autoimprenditivi, incoraggiamo le donne e gli uomini ad “esserci integralmente” con i loro desideri, la loro responsabilità e questo anche per contesti ed azioni a volte molto limitati avendo però l’attenzione a far emergere cose buone e significative per chi è in gioco e per la propria rete di relazioni: dando loro fiducia ed autorizzazione appunto dopo che le stesse donne ed uomini  hanno dato autorità alla Mag bussando alle nostre porte e mettendosi in affidamento.

Nell’ andare a conclusione di questo mio intervento ricordo quanto ci disse  Luisa Muraro – 10 anni fa   in occasione del 25° Mag – “Tutte e tutti vogliamo brillare, vogliamo esserci, vogliamo contare. C’è necessità di relazioni d’autorità che risveglino il personale protagonismo, la singolarità in primissima persona togliendo al potere e al denaro il monopolio di rendere grandi”.

Questa è l’ autorità che vogliamo rendere sempre più feconda e praticabile anche per ri-generare la Democrazia Popolare che renda davvero possibile la convivenza nel pianeta, così come auspica il libro di Buttarelli “Sovrane”. Democrazia che può ri-generarsi dice Annarosa – citando Maria Gimbutas  – risalendo all’ indietro fino all’ età Matrifocale dove c’era signoria ed intelligenza femminile al governo del mondo.

Saremo 9 miliardi di persone tra qualche decennio, eravamo 1 miliardo e 200 mila all’ inizio del ‘900, anche per questo serve la nostra radicalità che in questo convegno possiamo nutrire e rilanciare.

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