Penelope a Davos. Idee femministe per un’economia globale

Penelope a Davos. Idee femministe per un’economia globale

Il quotidiano on-line Scelgonews.it ha dedicato un articolo all’evento organizzato dalla Mag il 2 dicembre scorso, “Economia della Natalità”, a cui hanno partecipato Luisa Muraro e Riccardo Petrella.

Di seguito il link al sito e l’articolo per esteso.

http://www.scelgonews.it/Cultura/libri/penelope-a-davos-idee-femministe-per-uneconomia-globale-2676.html

Penelope a Davos. Idee femministe per un’economia globale

Perché non «pensare il mondo come ambiente domestico»? Venerdì 2 dicembre 2011, alle ore 18, presso la sala conferenze della Mag (Società Mutua per l’Autogestione), si è svolta la conferenza dal titolo “Economia della natalità, per salvare insieme – donne e uomini – la vita sul pianeta”.

 Sono intervenuti Luisa Muraro, filosofa, e Riccardo Petrella, economista e politologo. Dopo una breve introduzione di Loredana Aldegheri, direttrice e cofondatrice di Mag, i due relatori hanno esposto i contenuti dal libro della teologa svizzera Ina Praetorius, “Penelope a Davos. Idee femministe per un’economia globale”.

Come ha esposto Muraro, per Ina Praetorius la ricerca spasmodica di soluzioni tecniche ai problemi diventa vacua se non ci si rende conto che la cosiddetta «discriminazione della donna» non è un problema marginale, che si può risolvere con misure di politica paritaria, bensì un errore del pensiero intorno al quale ruota la nostra percezione del mondo.

Al dominio della tecnica, Praetorius contrappone l’importanza di ritrovare «il simbolico», attraverso il quale compiere una presa di coscienza e rompere «il vecchio ordine», che continua a mettere al primo posto l’economia di mercato ed a disprezzare i lavori di cura e di manutenzione. Invece, bisogna tornare ad «un’economia della natalità», poiché «non c’è vita senza una matrice fatta d’aria, d’acqua, terra, ma anche di affetti, parole, riconoscimenti». È necessario, nell’ottica dell’autrice, concepire nuovamente il mondo «come ambiente domestico».

Si noti che la stessa Praetorius ha guidato un movimento per salvare l’insegnamento dell’economia domestica nelle scuole della Svizzera, in nome della «competenza dell’esserci», intesa come capacità, spesso femminile, di essere presenti nei dibattiti, nei contesti, nelle situazioni dove le cose reali della vita accadono. Tale capacità, invece, mancherebbe drammaticamente nella gestione odierna del nostro pianeta.

Petrella ha evocato l’etimologia del termine economia, che rimanda alla radice greca oikos, ossia la casa, con i suoi abitanti. La proposta è quella di un «diritto all’oikos» inteso come «luogo di vita», nella quale dimensione collettiva «si decostruisca il linguaggio dominante, per generare un nuovo logos».

È proprio in questa «strategia del disfieri», del disfare senza distruggere, proposta da Praetorius e ripresa da Muraro e Petrella, che si comprende appieno il titolo del libro: come Penelope, ogni notte, in attesa del ritorno di Ulisse, disfaceva ciò che tesseva durante il giorno, bisogna rivedere l’economia di mercato meramente orientata al guadagno, per dare nuovo valore ai bisogni «relazionali».

(Ri)portando nel mercato «affetti, parole, riconoscimenti», esso stesso «verrebbe ecceduto»: si renderebbe evidente, così, consequenzialmente, la limitatezza della logica del profitto.

«Abbracciando le differenze», si tratta di raccogliere una grande sfida.

Gabriele Nicoli

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