Nuovo numero di AP: Parole condivise per un salto di civiltà

Nuovo numero di AP: Parole condivise per un salto di civiltà

È uscito il numero 02, anno XIX (maggio/agosto 2011) di Autogestione e Politica Prima, trimestrale di azione Mag e dell’economia sociale.

Questo fascicolo, intitolato “Parole condivise per un salto di civiltà”, presenta i seguenti articoli:

–         Editoriale, di Loredana Aldegheri;

–         Trovare le parole: un’impresa radicale dell’oggi, di Alessandra De Perini;

–         Chi tutela i custodi della terra?, di Oriana Fasoli;

–         Inserto: Casa Comune Mag dell’Economia Sociale e della Finanza Solidale;

–         Piccoli passi d’autosufficienza economica dopo il grande salto, di Tommaso Vesentini;

–         Finanza mutualistica e solidale: l’esempio di Mag 2, di Elena Ziviani;

–         Fiocco rosa: Nasce Confluenze, una realtà in divenire, di Lavinia Scalori;

–         Spaginando: Saranno i poveri a cambiare l’Italia, Il mondo del volontariato: la carità genera futuro, Stare in mezzo ai poveri per non rassegnarsi, di Pino Ciociola da L’Avvenire.

Riportiamo di seguito l’editoriale di Loredana Aldegheri.

Il consiglio generale Mag nei mesi trascorsi ha condiviso, in una decina di incontri, una riflessione ricca e articolata da cui è nato il testo “NUOVO INIZIO DI SPERANZA COLLETTIVA” (www.magverona.it/documento-politico-mag/).
Uno stralcio del testo che facciamo seguire dà conto di precise parole trovate, condivise ed ora circolanti.
“Con il nostro agire nell’Economia Sociale noi facciamo politica mettendo in essere dei comportamenti basati proprio sullo scambio, sull’accettazione dell’interdipendenza, sul sostegno alla precarietà, sul limite e sulla condivisione delle risorse. Da qui nascono le nostre aspettative per una nuova Civiltà libera, coesa e ciò che consideriamo il “succo” della politica vera di oggi.

Politica che non promette né distribuisce favori ma che stimola, accoglie e mette in circolo il meglio di ogni donna e uomo, nella propria singolarità, con i suoi doni e limiti, locale o migrante che sia, singolo e associato.
Ci permettiamo di immaginare che il mercato globale, ormai luogo di catastrofi che quasi quotidianamente ci sovrastano, possa essere ridisegnato dai “saperi domestici” ovvero dai saperi del governo della vita quotidiana. Questa millenaria sapienza a matrice femminile ha saputo e sa nutrire e distribuire le risorse secondo i bisogni. Da qui si può imparare a far fronte all’urgenza universale di “nutrire questo pianeta”. Nutrire, quindi: non fare guerre, non ridurre alla fame e alla sete, non depauperare, non desertificare, non cementificare, non privare dei beni spirituali.”

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