Nuovo numero di AP: I beni comuni già all’opera

Nuovo numero di AP: I beni comuni già all’opera

È uscito il numero 03/04, anno XIX (settembre/dicembre) di Autogestione e Politica Prima, trimestrale di azione Mag e dell’economia sociale.

Questo fascicolo, intitolato “I beni comuni già all’opera nelle nostre vite e nei diversi contesti”, presenta i seguenti articoli:

–         Editoriale, di Loredana Aldegheri;

–         E se il denaro, come l’acqua, fosse un bene comune e non una merce?, di Luca Iori;

–         Lavoro domestico: bene comune dell’umanità per eccellenza, di Alessandra De Perini;

–         L’impresa sociale come bene comune, a cura di Elena Ziviani e Loredana Aldegheri a partire da un testo di Elinor Ostrom, Nobel per l’economia 2009;

–         Lingua bene comune, a cura di Vita Cosentino e Come una cosa viva, di Paola Bono;

–         Spaginando: Non Profit, un modello per gestire gli acquedotti, di Paolo Viana da L’Avvenire; Il progetto di nave-scuola per tecnici, attori e cittadini, di Roberto Ciccarelli da Il Manifesto; Movimenti plurali fra pubblico e tecnologie, di Cristina Reggio da Il Manifesto;

–         Una finanziaria alternativa per combattere la crisi, da Sbilanciamoci!;

–         Manifesto della Finanza Mutualistica e Solidale;

–         Legge Futura: Manovra finanziaria 2011 e i tagli al Non-Profit;

–         Casa Comune Mag.

Riportiamo di seguito l’editoriale di Loredana Aldegheri.

Elinor Ostrom, settantunenne studiosa dell’Indiana, ha avuto con l’assegnazione del premio Nobel per l’Economia, l’importante riconoscimento delle sue pluriennali ricerche sulla gestione dei Beni Collettivi (v. testo “Governing the Commons”).

La gestione non privatistica e non statuale dei beni e servizi ha nel mutualismo italiano – fin dalla seconda metà dell’800 – una lunga e variegata tradizione. Al presente ne sono aggiornamenti ed attualizzazioni l’Economia Sociale e la Finanza Solidale di matrice Mag e non solo.

L’economia liberista imperante nell’occidente – lo sappiamo – ha quasi santificato le potenzialità del libero mercato fino a rendere “merce” oltre al lavoro e al denaro, beni di primaria necessità per gli esseri umani, quali la Terra, l’Acqua, la Cultura ecc.

Ma un nuovo inizio è in atto ed i referendum del giugno scorso in Italia ne sono una conferma.

I beni comuni stanno ri-trovando spazio nella consapevolezza collettiva, e la loro gestione – né pubblica, né privata – ritorna ad essere una appassionante sfida culturale ed operativa del prossimo futuro.